
Guida Steampunk all’Apocalisse
Margaret Killjoy
Agenzia X, 11.5 €
Come il cyberpunk un quarto di secolo fa, sta sbocciando oggi lo steampunk, un movimento culturale, una tendenza estetica, uno stile di vita che affonda le sue radici nella moderna fantascienza di William Gibson e Bruce Sterling attingendo anche dai mondi immaginati da Verne e da H.G. Wells. Come il cyberpunk, anche io steampunk deve alle sue suggestive atmosfere e alla sua estetica singolare la capacità di filtrare in altri media, di mescolarsi ad altre correnti affermandosi nell’immaginario popolare nei modi più disparati. In un mondo alle soglie della catastrofe ecologica, dove la lotta per le risorse ricrea in tutto il pianeta condizioni simili ai bassifondi della Londra di fine Ottocento, molti iniziano a considerare l’idea della decrescita, del ritorno a condizioni protoindustriali, come l’unica vera soluzione per una società più equa. Lo steampunk aggiunge un tocco di estetica vittoriana al principio hacker del “metterci le mani dentro”. Ne nascono macchine e soluzioni spettacolari che tra incantevoli spire di ferro battuto, crinoline e cappelli a cilindro celano robot, ingranaggi e complessi computer, riportando il lettore a un’era in cui le macchine si potevano ancora inventare, costruire e sviluppare con le proprie mani. In questo contesto, Steampunk – guida all’apocalisse è un manuale do-it-yourself per la sopravvivenza ai vari scenari apocalittici possibili.
Recensione a cura di Benmot:
“Guida Steampunk all’Apocalisse” è un pamphlet ironico, un po’ anarcoide e terribilmente efficace nel descrivere il genere steampunk e soprattutto la sua filosofia. Un movimento, una linea di pensiero, di azione tutta votata allo “smontalo-studialo-fallo-da-te” che pone un accento vaporoso (steam) su quest’idea molto punk. C’è chi potrebbe ritenere eccessivi 11 euro e una manciata di centesimi per poco più di un centinaio di pagine ma, se non volete annusare la carta sentendone il contatto piacevole dei polpastrelli, potete tranquillamente scaricare l’intero libricino in formato pdf. Chi recensisce ha preferito averlo nella sua libreria “di carta”. Non si sa mai: un domani, internet collassando su sé stesso potrebbe privarci di una grandissima parte della conoscenza digitalizzata. Nel giorno del giudizio in cui l’ Apocalisse ci trascinerà in uno di quegli scenari devastati, che tanto abbiamo apprezzato (o giudicato da serie B) nella letteratura, nel cinema e nell’arte cosidetta popolare.
Perché è questo il concetto di base che viene esposto, sotto forma di esperimenti ed espedienti più o meno attuabili. Con una mentalità Steampunk potremmo meglio affrontare la crisi del sistema post-moderno, post-industriale, post-ideologico, post-ipod? Certo, riconvertendoci al vapore in un utopico arrovellamento di ingranaggi delle nostre menti intorpidite dall’epoca appena spentasi dei suoi falsi bagliori. Solo il grasso sulle mani e il vapore a scaldare il volto da Smanettoni può salvarci dall’eclissi della civiltà e farci sentire vivi. Senza le nostre comodità quotidiane, sapremmo anche solo nutrirci? Durante il percorso immaginario evocato dall’autore, o meglio dal gruppo di autori dello ‘Steampunk Magazine’, base del pamphlet tradotto in italiano dall’ottima reginazabo, il lettore, o meglio i lettori e lo stesso autore diventano un unica comunità di sopravvissuti alle prese con la sopravvivenza post-apocalittica.
Eccoci quindi ad affrontare problemi che pensavamo superati. Le provvigioni, la difesa, i problemi di igiene e sanità e persino di recupero della saggezza perduta affrontata con il tipico modo ingegnoso di pensare a vapore. In condivisione, un p2p a ingranaggi. Emerge, da ogni pagina ed ogni esperimento, l’aria, il sentire, il vivere steampunk, senza disdegnare uno spruzzo di riflessione sociale e politica. Chiude l’indispensabile biblio-sito-grafia per approfondire temi non affrontabili nell’immediata brevità della Guida.
Sperando che i consigli in essa contenuti servano più che altro come dritte per scrivere un racconto di genere, che ad affrontare la vera fine del mondo, lo consiglio a tutti coloro i quali vogliono avvicinarsi più alla mentalità attuale dello steampunk, rielaborata secondo i tempi bui che corrono. Una prima pietra, in Italia, per fondare la nostra Cittadella di Vera Cultura Alternativa.